
20 anni fa la prima Opel ibrida. Al 75esimo Salone dell’Automobile di Ginevra Opel presentava il prototipo Opel Astra Diesel Hybrid, equipaggiato con il primo sistema ibrido bimodale al mondo. Realizzato sulla base della versione turbodiesel dell’ottava generazione di Opel Astra e costruito presso il Centro Internazionale Ricerche Tecniche di Rüsselsheim, questo prototipo era in grado di consumare fino al 25% in meno rispetto ad una vettura corrispondente senza nulla togliere al piacere della guida. Esposta un paio di mesi prima in anteprima mondiale al Salone di Detroit, Opel Astra Diesel Hybrid era una vettura trazione anteriore dotata di sistema di propulsione ibrida bimodale e di un motore 1.700 turbodiesel common-rail.
Il primo sistema di propulsione ibrida bimodale del mondo si basava su una pluri-brevettata tecnologia Diesel ibrido-elettrica che utilizzava due motori elettrici a gestione elettronica per azionare una serie di ingranaggi e creare una trasmissione a variazione infinita, occupando spazio di una normale trasmissione automatica. Un gruppo di batterie alimentava i motori elettrici e permetteva alla vettura di funzionale elettricamente. Opel Astra Diesel Hybrid dimostrava come le componenti del sistema ibrido potessero essere montate su un’automobile compatta senza compromettere il comfort degli occupanti e la funzionalità della vettura stessa.
Il prototipo Opel Astra Diesel Hybrid era equipaggiato con un 1.700 turbodiesel common-rail da 125 CV (92 kW) dotato di un filtro del particolato che non richiedeva alcun tipo di manutenzione e con due motori elettrici rispettivamente da 30 kW e da 40 kW. A seconda delle situazioni che si sarebbero potute incontrare durante la guida, i motori elettrici aumentavano la potenza disponibile oppure facevano muovere la vettura in modo completamente elettrico. Un sofisticato sistema di gestione del motore determinava il sistema di propulsione. I motori elettrici aumentavano le già alte prestazioni del motore turbodiesel, rendendole simili a quelle di propulsori di maggiore cilindrata. Il prototipo Opel Astra Diesel Hybrid raggiungeva i 100 km/h con partenza da fermo in meno di 8 secondi.
La tecnologia ibrida bimodale poteva consentire un importante contenimento dei consumi di carburante, contribuendo allo stesso tempo a rispettare normative ancora più restrittive sulle emissioni di biossido di carbonio. La sua particolare concezione permetteva di utilizzare questa tecnologia in tutte le parti del mondo.
Il primo sistema ibrido bimodale al mondo si basava su una pluri-brevettata tecnologia diesel-elettrica. L’originale configurazione poteva essere adattata a veicoli a trazione anteriore, posteriore ed integrale, così come a motori a benzina ed a gasolio. Opel Astra Diesel Hybrid era la dimostrazione di come le componenti della propulsione ibrida potessero essere inserite su un’automobile di dimensioni compatte senza compromettere il comfort degli occupanti e la funzionalità del veicolo.
Il gruppo di batterie al nichel-metal-hydride era sistemato nel vano della ruota di scorta insieme alle ventole del raffreddamento. Dichiarava all’epoca Hans H. Demant, responsabile europeo per la tecnica ed amministratore di Adam Opel AG. «I nostri sofisticati motori turbodiesel common-rail garantiscono già ottime prestazioni e consumi contenuti. Questo prototipo su base Astra dimostra che la tecnologia ibrida può migliorare al tempo stesso i consumi ed il comportamento del veicolo».
Esternamente il prototipo Opel Astra Diesel Hybrid non era molto differente dalla Opel Astra GTC con parabrezza panoramico. All’interno, il contagiri era stato sostituito da strumenti che davano informazioni sul funzionamento della propulsione ibrida, come la trazione fornita dai motori elettrici, da quello Diesel oppure da entrambi. Un altro strumento indicava il livello di carica della batteria. Un’animazione video sul display informativo grafico posto sulla console centrale mostrava istantaneamente la situazione del tipo di propulsione in uso.
La tecnologia ibrido-bimodale consentiva un importante contenimento dei consumi, contribuendo allo stesso tempo a rispettare normative ancora più severe sulle emissioni di biossido di carbonio. La sua particolare concezione permetteva di utilizzarla in tutti i mercati del mondo.
fonte: media.stellantis.com